4° Rapporto di ricerca. I Talentuosi Acrobati

PRIMO GIORNO (119)

I risultati dell’indagine che ha coinvolto 30mila studenti italiani, sono stati presentati durante l’evento #ProteoBrains2016 alla presenza del sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Davide Faraone. Hanno partecipato come discussant gli eurodeputati Brando Benifei e Martina Dlabajova, il Presidente del gruppo Socialisti&Democratici Gianni Pittellail giornalista Mario Sechi, il segretario del Partito Socialista Giacomo Filibeckmoderati della giornalista Barbara Palombelli.

700 ragazzi provenienti da tutta Italia si sono riuniti per discutere e confrontarsi su temi di attualità come politica, bullismo, terrorismo, lavoro, culture mediali, geopolitica e tecnologia.

Durante la giornata, i ragazzi hanno incontrato special guests come il rugbista della nazionale italiana Valerio Bernabò e il gruppo musicale Zero Assoluto.

Il filo conduttore di #ProteoBrains2016 è la famosa canzone di Vasco Rossi, Sally, che recita «È tutto  un equilibrio sopra la follia». Una scelta non affatto casuale perché Vasco riflette l’essere proteiforme  che  caratterizza  le  generazioni, e i suoi titoli sintetizzano la quotidianità del nostro vivere. Nessuna espressione appare dunque più efficace per descrivere la fotografia che emerge dal 4° Rapporto di ricerca dell’Osservatorio Generazione Proteo: l’immagine  di una generazione di talentuosi acrobati costretti a esibirsi sul palcoscenico rappresentato da una società feroce che ha smarrito il senso più autentico del concetto di “pubblico”, e che si affidano alla loro creatività per costruire il mondo che vorrebbero.

Il direttore dell’Osservatorio Generazione Proteo, il sociologo Nicola Ferrigni, descrive la generazione “proteiforme” come giovani “Talentuosi Acrobati in un gioco di equilibri sopra la follia”, follia che contraddistingue la nostra società e che si traduce in una crisi del concetto  di “pubblico”, che prende forma a diversi livelli.

«I giovani hanno sicuramente del talento, e desiderano esibirlo», racconta Nicola  Ferrigni. «In che modo, tuttavia? Eseguendo un numero già visto e ripetuto, soffocando la loro energia creativa, oppure raccogliendo la sfida di eseguire una nuova performance acrobatica? Nel primo caso, il rischio è che una generazione certamente in cerca di visibilità finisca per accontentarsi dei 15 minuti  di celebrità profetizzati da Andy Warhol. Nel secondo caso, il talento da solo non basta, se non si accompagna a una giusta dose di coraggio: tanto quello innato, che i giovani di oggi posseggono in misura decisamente maggiore rispetto alle precedenti generazioni, costretti  come sono a confrontarsi quotidianamente con una società feroce ed efferata, quanto quello che deve essere loro infuso dal mondo degli adulti, e in particolare dalle Istituzioni. Ed è proprio questo ciò che ha cercato di fare l’Università degli Studi Link Campus University in questi due giorni di #ProteoBrains2016, che rappresenta il battesimo di un appuntamento annuale in cui i giovani italiani hanno la possibilità di “salire in cattedra” con la certezza di essere realmente ascoltati».

Leggi la sintesi del 4° Rapporto di Ricerca I talentuosi Acrobati e scopri le opinioni dei giovani sui temi d’attualità.

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