3° Rapporto di Ricerca. Corsa a ostacoli

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Giovani italiani, meno tabù, stessi valori ma più ostacoli. L’indagine sui 17-19enni italiani a cura di Link Campus University

(Roma, 27 aprile 2015). Sono giovani e forti, ma le barriere da superare sono tante. È una “corsa a ostacoli” – individuati soprattutto nelle sovrastrutture sociali, economiche, politiche e culturali – quella dei nuovi giovani italiani registrata nel 3° rapporto di ricerca nazionale dell’Osservatorio Generazione Proteo, realizzato dalla Link Campus University su un campione di 10mila ragazzi degli ultimi anni delle scuole secondarie di secondo grado, presentata oggi a Roma.

LAVORO, LAVORO E LAVORO. BOCCIATI I PARTITI

Sicuri di sé (68,5%)e soddisfatti della propria vita (76%), pragmatici, senza pregiudizi né complessi nei confronti delle differenze, per i nuovi 17-19enni del nostro Paese la molla per superare gli ostacoli è in grandissima parte rappresentata dal lavoro e dalla futura autosufficienza economica. Il lavoro – libero professionista in primis (47%), poi dipendente (37,5%) e imprenditore (14,2%) – serve per raggiungere la libertà ed è al centro dei sogni e soprattutto delle paure dei giovani, se è vero che la disoccupazione (23,4%) è un pericolo che vale dieci volte più del “terrorismo” e addirittura 5 volte più della “morte”. E un futuro professionale incerto aggiunto alla sfiducia verso la politica – alla quale la prima dote richiesta è l’onestà – la dicono lunga sul sillogismo che individua gli ostacoli proprio nella società attuale e nella sua organizzazione. Se nella hit parade della fiducia si assiste a un certo miglioramento nel giudizio sulle fondamenta del Paese, è ancora molto basso il consenso per i “partiti politici” (voto medio: 4,8, contro il 4,2 dello scorso anno) e per il Parlamento (5, contro il 4,2 del 2013). Sfiora la sufficienza e cresce di 0,9 punti la fiducia nei confronti del presidente del Consiglio – con un giudizio medio a 5,9 – mentre sono in forte ascesa tutti gli altri protagonisti, a partire dal Presidente della Repubblica (6,5), sino alla Chiesa (6,6), alle Forze di Polizia, Ue e Sindacati. Una distanza verso la politica, che si riflette anche sui suoi piani per la crescita: il Jobs Act, ad esempio, è una riforma ancora sconosciuta per quasi 8 ragazzi su dieci.

VALORI: LE TRADIZIONI RESTANO, MA SCOMPAIONO I TABÙ

Consapevoli della propria forza innovativa, inclini al sacrificio e convinti che il cambiamento possa partire da loro molto più che dalla politica, è speciale – ancor più tra le ragazze – la visione dei 17-19enni italiani nei confronti dei grandi temi della nostra società. Abbracciano quasi allo stesso modo le coppie tradizionali unite in matrimonio (72,4% “molto” o “abbastanza” d’accordo), assieme agli stessi diritti per le coppie di fatto (69,5%) e i matrimoni (ma non in Chiesa) tra omosessuali (60,7%, quasi 70% per le femmine). Il campione però si spacca di fronte all’ipotesi delle adozioni per i single e le coppie gay (58,9% “poco” o “per niente” d’accordo) ed è contrario all’aborto (63,3%, con il 68,6% tra le femmine). E se solo un ragazzo su cinque ritiene che quello omosessuale sia “un rapporto contro natura”, sono ben saldi i valori come amicizia, onestà e accettazione degli immigrati (considerati in modo negativo solo dal 14,4% degli intervistati). Una visione “moderna” dei grandi temi sociali che non esclude il fortissimo legame con la propria famiglia e la quasi completa fiducia nei confronti dei genitori (“molto” o “abbastanza”: 87,7%) più che negli amici (73,8%).

PAPA: È QUELLO GIUSTO

Non è esclusa nemmeno la religione, con il 72% che si dichiara cattolico, ma di questi solo il 22,3% è praticante. Piace molto Papa Francesco, considerato “vicino ai problemi della gente” (42%), “portatore dei principi autentici della Chiesa” (17,1%) o un “modello da seguire” (15,4%).

BULLO: È INSICURO E INSODDISFATTO

Ai giovani italiani, che socializzano soprattutto su Facebook (92,9%) e Whatsapp (93,1%), piace invece molto meno il bullo, considerato un “insicuro” (28,2%), un “violento” (25,9%) e un “insoddisfatto” (22,1%), che si appalesa spesso attraverso la Rete. Tanto che quasi 2 ragazzi su 3 affermano che social e tecnologia abbiano contribuito a incrementare il fenomeno del bullismo, con il 22,1% vittime di cyberbullismo su Ask.fm. Sono altissime le percentuali di intervistati che hanno dichiarato di essere stati vittime di bullismo da parte dei propri coetanei, una violenza più spesso psicologica che fisica: ben il 40,3% ammette di essere stato oggetto di insulti ripetuti, il 47,2% è stato offeso mediante la diffusione di notizie false, il 39,8% tramite telefonate o messaggi sgradevoli, mentre il 35,8% ha subìto umiliazioni di fronte ad altre persone. Al 24,9% di coloro che hanno dichiarato di aver subito minacce da parte di loro coetanei, si aggiunge il 12,2% di quelli che hanno visto diffusi e pubblicati foto e video compromettenti che li ritraevano.

PERICOLOSAMENTE SELFIE

Condivisione (25%), desiderio di notorietà (17,6%), divertimento (17,3%). Ma selfie significa anche rischio, se è vero che il 22,3% ha dichiarato di averli scattati alla guida del motorino, l’11% in situazioni estremamente pericolose (come in bilico su una terrazza o durante uno sport estremo) e l’11,3% accanto ad animali pericolosi.

FERRIGNI: OSTACOLI FRENANO L’INCREDIBILE SLANCIO DEI NUOVI GIOVANI

Per Nicola Ferrigni, sociologo e direttore dell’Osservatorio Generazione Proteo, istituito presso Link LAB (Laboratorio di Ricerca Sociale della Link Campus University): “L’indagine svela una generazione di atleti e corridori, quasi inconsapevoli, di una competizione agonistica quotidiana sulle diverse piste della vita, del lavoro, dei rapporti con l’altro, della scuola, dell’università e della tecnologia. Una corsa a ostacoli che si frappongono nel loro percorso: barriere che invitano a essere superate e saltate, e che a volte costringono invece a rallentare, a stare un passo indietro o addirittura a cadere e fermarsi, frenando molto spesso l’incredibile slancio di cui essi sono dotati”.

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