I Talentuosi Acrobati. Terrorismo

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4° Rapporto di ricerca Generazione Proteo

Le risposte dei giovani intervistati evidenziano una netta e chiara percezione del pericolo legato al terrorismo islamico. Per ben il 73,8% dei rispondenti (in leggero aumento rispetto alla scorsa edizione della ricerca quando tale percentuale era pari al 70%), infatti, è reale il pericolo di attacchi terroristici da parte dei fondamentalisti islamici nel nostro Paese, a fronte dell’8,7% che, al contrario, non ne percepisce la minaccia. Il 15,2%, invece, non sa esprimersi al riguardo.

I giovani italiani attribuiscono ad aspetti ideologico-religiosi, e quindi all’identificazione estrema con la religione islamica, la motivazione principale che spinge i cosiddetti Foreign Fighters ad arruolarsi nelle milizie dell’ISIS, indicata dal 17,8% degli intervistati. Il 15,3% del campione invece motiva tali scelte estreme come forma di ribellione al “modello” Occidente o addirittura come azione per dare un senso alla propria esistenza, così come suggerito dal 14,3% degli intervistati.

Il 13,5% vede invece nel consistente ingaggio economico la motivazione che spinge un giovane occidentale ad arruolarsi con l’ISIS, mentre singificativa appare la percentuale, pari al 18,5% di coloro che dichiarano di non conscere il significato del termine.

Chiamati invece a individuare le ragioni alla base degli atti terroristici dell’ISIS nei confronti dei Paesi occidentali, il 23,4% indica la sete di potere come principale motivazione, il 22,9%, invece il fondamentalismo religioso. Ma c’è anche chi riconosce nella guerra dell’ISIS contro l’Occidente l’obiettivo di impiantare un nuovo modello per le generazioni future (15,6%) o ancora la forte contrapposizione al modello occidentale (12,2%).

I giovani intervistati, alla luce dei più recenti attacchi dello Stato Islamico in Europa, individuano e sostengono, una linea dura che lascia pochissimo spazio alla diplomazia e al dialogo. Secondo il 29,7% del campione, infatti, gli Stati occidentali, per tentare di contrastare le azioni dell’ISIS dovrebbero innanzitutto rafforzare i controlli alle frontiere, mentre il 14,1% auspica la chiusura totale delle stesse. C’è chi assume posizioni più decise e dai toni di gran lunga più aspri, come il 16,7% che esorta l’espulsione di tutti gli immigrati irregolari e il 13,4% che vorrebbe addirittura un’azione militare bombardando le postazioni dell’ISIS. Solo il 7% dei giovani intervistati propende per l’avvio di un dialogo costruttivo con l’ISIS.

D’altra parte, i recenti attacchi terroristici in Europa sembrano aver modificato in maniera significativa le abitudini dei giovani intervistati, limitandone in qualche modo le libertà. Ben il 24,7% infatti dichiara di evitare o di aver ridotto i viaggi all’estero e il 21,7% di evitare o aver ridotto quelli in aereo. La paura generata dagli ultimi attentati da parte dell’ISIS inoltre ha modificato le abitudini di frequentazione dei luoghi affollati, quali ristoranti, concerti e musei per il 12,7% del campione.

Preoccupante anche la quota, pari al 13,6%, di studenti che ha rinunciato alla consueta gita scolastica, mentre più bassa appare la percentuale di coloro che invece evitano o riducono l’utilizzo dei mezzi di trasporto perché preoccupati di eventuali attacchi terroristici anche nel nostro Paese (11,6%).