I GIOVANI E L'EUROPA

UNA PANORAMICA DEI DATI DEL 7° RAPPORTO DI RICERCA

Cosa pensa la “Generazione Proteo" dell'Europa? Quali dati emergono rispetto a questa tematica dal 7° Rapporto di Ricerca?

L'identikit degli studenti è incoraggiante e mostra una generazione fatta di “re-attori, aspiranti protagonisti in cerca di legittimazione”, costretti quotidianamente a confrontarsi con una società fuorisync nel suo essere follower.
In vista delle Europee, che vedrà i cittadini recarsi alle urne il 26 maggio, è interessante e di grande rilievo mettere in risalto i dati emersi sul tema della politica e dell'Europa da parte degli studenti italiani intervistati.

Dai risultati si evidenzia un rinnovato interesse da parte dei giovani per la politica: sono informati e sanno motivare le proprie opinioni. Sono critici verso un’Europa in cui ritengono che l’Italia conti poco o nulla e da cui si aspettano un impegno attivo sulla questione dei migranti, auspicano un cambiamento e per questo andranno a votare in massa il prossimo 26 maggio. Il direttore dell'Osservatorio, il prof. Nicola Ferrigni, è intervenuto su RaiNews24 nel dibattito su “Giovani e Lavoro”, sottolinenando come i risultati emersi dal Rapporto di Ricerca mostrino un profondo legame tra i giovani e l'Europa, enfatizzando essi stessi di credere in una vera e propria unione culturale europea.

Europa: due pesi e due misure

Non risultano essere dei giudizi netti sull'Europa, bensì i giovani intervistati tendono a privilegiare posizioni più sfumate, da un lato abbracciando un’interpretazione positiva dell’Unione Europea vista come una potenza internazionale (21%) e come garante della sicurezza in caso di conflitti (18,9%), dall’altro mettendone in luce criticità e defezioni. Il giudizio complessivo sull’Europa appare infatti viziato non soltanto dalla percezione di una confederazione in cui tutti gli Stati non hanno lo stesso peso (25,3%) – a cominciare dall’Italia che il complessivo 59,4% circa degli intervistati giudica “per nulla” (9,3%) o “poco” (50,1%) influente – ma anche dall’opinione diffusa di una incapacità di gestione dell’emergenza immigrazione (20,3%). Proprio sulla questione della chiusura dei porti ai migranti, gli intervistati tornano a rimarcare il compito imprescindibile dell’Europa nel dipanare una problematica complessa (37,6%). Sempre su questo argomento il 24,4% dei giovani si dichiara a favore della chiusura dei porti, laddove il 22,1% lo condanna come un gesto ritenuto indegno di un Paese democratico.

Elezione europee: tutti alle urne per dover civico 

Alla vigilia delle elezioni europee, gli intervistati sembrano comunque avere le idee chiare sulla loro partecipazione alla consultazione elettorale: l’80% di loro si recherà infatti alle urne, principalmente perché – e in maniera del tutto speculare a quanto emerso nel 6° Rapporto di ricerca (2018) con riferimento alle elezioni politiche – “votare costituisce un dovere civico” (76,6%).

No all'“Italexit”, sì all'Unione culturale europea

In larga misura favorevoli all’Europa, solo pochi intervistati vorrebbero una “Italexit”: l’80% circa voterebbe infatti “no” a un referendum che decreterebbe l’uscita del nostro Paese dall’Europa, mentre è meno netto il giudizio sull’uscita dall’Euro, preferita da 1 studente su 3 (34,8%). Oltre che per la sua dimensione politica, l’Europa viene percepita dai giovani anche come un processo culturale, come suggerito da quegli intervistati per i quali essere cittadini europei significa “costruire una cultura condivisa” (31%), mentre passano in secondo piano gli aspetti economici (18,6%).